Sirmione

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  1. Ecco: la verde Sirmio nel lucido lago sorride,
  2. fiore de le penisole.
  3.  
  4. Il sol la guarda e vezzeggia: somiglia d’intorno il Benaco
  5. una gran tazza argentea,
  6.  
  7. cui placido olivo per gli orli nitidi corre
  8. misto a l’eterno lauro.
  9.  
  10. Questa raggiante coppa Italia madre protende,
  11. alte le braccia, a i superi;
  12.  
  13. ed essi da i cieli cadere vi lasciano Sirmio,
  14. gemma delle penisole.
  15.  
  16. Baldo, paterno monte, protegge la bella da l’alto
  17. co ’l sopracciglio torbido:
  18.  
  19. il Gu sembra un titano per lei caduto in battaglia,
  20. supino e minaccevole.
  21.  
  22. Ma incontro le porge dal seno lunato a sinistra
  23. Salò le braccia candide,
  24.  
  25. lieta come fanciulla che in danza entrando abbandona
  26. le chiome e il velo a l’aure,
  27.  
  28. e ride e gitta fiori con le man’ piene, e di fiori
  29. le esulta il capo giovine.
  30.  
  31. Garda là in fondo solleva la ròcca sua fósca
  32. sovra lo specchio liquido,
  33.  
  34. cantando una saga d’antiche cittadi sepolte
  35. e di regine barbare.
  36.  
  37. Ma qui, Lalage, donde per tanta pia gioia d’azzurro
  38. tu mandi il guardo e l’anima,
  39.  
  40. qui Valerio Catullo, legato giú a’ nitidi sassi
  41. il fasèlo bitinico,
  42.  
  43. sedeasi i lunghi giorni, e gli occhi di Lesbia ne l’onda
  44. fosforescente e tremula,
  45.  
  46. e ’l perfido riso di Lesbia e i multivoli ardori
  47. vedea ne l’onda vitrea,
  48.  
  49. mentr’ella stancava pe’ neri angiporti le reni
  50. a i nepoti di Romolo.
  51.  
  52. A lui da gli umidi fondi la ninfa del lago cantava:
  53. “Vieni, o Quinto Valerio.
  54.  
  55. Qui ne le nostre grotte discende anche il sole, ma bianco
  56. e mite come Cintia.
  57.  
  58. Qui de la vostra vita gli assidui tumulti un lontano
  59. d’api susurro paiono,
  60.  
  61. e nel silenzio freddo le insanie e le trepide cure
  62. in lento oblio si sciolgono.
  63.  
  64. Qui ’l fresco, qui ’l sonno, qui musiche leni ed i cori
  65. de le cerule vergini,
  66.  
  67. mentr’ Espero allunga la rosea face su l’acque
  68. e i flutti al lido gemono„.
  69.  
  70. Ahi triste Amore! egli odia le Muse, e lascivo i poeti
  71. frange o li spegne tragico.
  72.  
  73. Ma chi da gli occhi tuoi che lunghe intentano guerre,
  74. chi ne assicura, o Lalage?
  75.  
  76. Cogli a le pure Muse tre rami di lauro e di mirto,
  77. e al Sole eterno li agita.
  78.  
  79. Non da Peschiera vedi natanti le schiere de’ cigni
  80. giú per il Mincio argenteo?
  81.  
  82. da’ verdi paschi dove Bianore dorme non odi
  83. la voce di Virgilio?
  84.  
  85. Volgiti, Lalage, e adora. Un grande severo s’affaccia
  86. a la torre scaligera.
  87.  
  88. ― Suso in Italia bella ― sorridendo ei mormora, e guarda
  89. l’acque la terra e l’aere.

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